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Jogging al Museo...
Venezia e la sua porta sulla terraferma: il Sestiere di Santa Croce
Cannaregio e i suoi campielli
Il vocabolo tradotto dal dialetto Veneziano significa letteralmente piccolo lenzuolo, pittoresca sfumatura linguistica che solo i dialetti sanno dare, già ma cosa sono i ninzioletti?
Passeggiando per Venezia vi sarà capitato o vi capiterà di guardarvi
attorno, alla ricerca di un’ indicazione stradale, di un nome di una
piazza o di una calle, noterete sicuramente, ad un altezza di circa
2,50/3 mt da terra dei rettangoli bianchi dipinti sui muri agli angoli
delle case di circa 50x150 cm che riportano in caratteri neri il nome
della località dove vi trovate, il fatto di assomigliare a dei piccoli
lenzuoli ha fatto si che venissero chiamati in questo modo.
Moltissimi nomi di calli e campielli prendono origine da episodi
o da attività che vi si svolgevano nel passato e che in qualche modo
avevano destato l’interesse dell’opinione pubblica o del dogato. In
alcune zone si concentravano le botteghe di artigiani specializzati, da
qui nasceva lo spunto per il nome, altri luoghi venivano ricordati per
episodi che spaziavano da eventi fortunati, omicidi o nascite,
tradimenti, vittorie e sconfitte, spesso il protagonisti appartenevano
alla classe popolare.
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